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Il soldato in prigione pt 2
Kimboy74
19.02.2026 |
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"Il cazzo di Bull era già duro, venoso e spesso, che schiaffeggiava la guancia di Alex..."
Capitolo 2: La Routine della SottomissioneErano passati solo quattro giorni da quando Alex Rivera era entrato in quella cella infernale, ma sembrava un'eternità. Il capitano un tempo fiero, con il suo corpo scolpito da anni di disciplina militare, era stato ridotto a un guscio spezzato. Le sue proteste si erano trasformate in gemiti sommessi, la sua resistenza in una sottomissione forzata. Bull, Jax e Marco lo avevano usato senza pietà, alternando botte e carezze crudeli fino a spezzare ogni barriera. Ora, il suo ruolo era fisso: la puttana della cella, un oggetto per sfogare le loro voglie represse. E la parrucca bionda, quel simbolo grottesco di umiliazione, era diventata obbligatoria. Ogni volta che sentivano il clangore delle guardie lontane e sapevano di avere tempo, gliela calavano sulla testa, i capelli finti che gli sfioravano le guance arrossate, ricordandogli quanto fosse caduto in basso.
Quella sera, l'aria nella cella B-12 era densa di sudore stantio e tensione elettrica. Alex era accovacciato sul pavimento di cemento, la tuta arancione strappata e appesa come uno straccio, esponendo il suo fisico atletico: pettorali ampi che si alzavano e abbassavano con respiri affannosi, addominali tesi e cosce muscolose segnate da lividi freschi. Odiava ogni secondo di quella vita, il bruciore nel culo che non svaniva mai, l'umiliazione che gli rodeva l'anima. Eppure, il suo corpo traditore reagiva in modi che lo facevano impazzire: il cazzo che si induriva contro la sua volontà sotto le loro mani ruvide, i capezzoli che si inturgidivano al tocco, un calore umido che si diffondeva nel basso ventre nonostante la rabbia che gli ribolliva dentro.
Bull si alzò dalla branda, il suo corpo massiccio che proiettava un'ombra sul prigioniero. 'Ehi, principessa,' grugnì, afferrando la parrucca dal nascondiglio sotto il materasso. 'È ora del tuo spettacolo serale. Indossala, o ti ficchiamo dentro a secco.' Alex alzò lo sguardo, gli occhi azzurri velati da un misto di odio e rassegnazione. Provò a scuotere la testa, ma Jax era già dietro di lui, premendogli il ginocchio contro la schiena per immobilizzarlo. 'Falla finita, soldato,' sibilò Jax, la voce carica di potere assoluto. 'Sai che non puoi vincere.'
Marco rise, un suono rauco che echeggiò nelle pareti umide, mentre apriva il barattolo di vaselina. L'odore oleoso si mescolò a quello acre del sudore che impregnava la cella, un tanfo di maschi sudati e frustrati. Bull gli calò la parrucca sulla testa con un gesto sprezzante, sistemando le ciocche bionde sintetiche intorno al viso di Alex. 'Perfetta. Sembri una troia da strada, capitano. Ora, apri quella bocca.' Alex strinse i denti, il cuore che gli martellava per l'umiliazione, ma Bull gli afferrò i capelli finti e lo tirò in avanti, costringendolo a inginocchiarsi.
Il cazzo di Bull era già duro, venoso e spesso, che schiaffeggiava la guancia di Alex. 'Succhia,' ordinò, spingendo la cappella contro le labbra serrate. Alex esitò, l'odio che gli saliva in gola come bile, ma Jax gli torse un braccio dietro la schiena, facendolo gemere di dolore. Le labbra si aprirono, e il cazzo entrò in bocca, riempiendola con il sapore salato di pelle e sudore. Bull gemette, affondando più a fondo, scopandogli la gola con spinte ritmiche. 'Bravo, puttana. Usa la lingua.' Alex obbedì meccanicamente, la lingua che lambiva il frenulo mentre lacrime di rabbia gli rigavano il viso sotto la parrucca. Odiava quel sapore, odiava il modo in cui il suo stomaco si contorceva, ma il suo cazzo pulsava tra le gambe, traditore, gocciolando pre-cum sul cemento freddo.
Marco non perse tempo. Si inginocchiò dietro Alex, spalmandosi vaselina sulle dita e sul suo cazzo eretto, lungo e curvo. 'Allarga le chiappe, soldato,' disse, schiaffeggiandogli il culo sodo. Alex grugnì intorno al cazzo di Bull, il corpo che si tendeva. Marco premette due dita unte contro l'ano, già allentato dai giorni precedenti, e le spinse dentro senza cerimonie. Il bruciore fu immediato, un dolore acuto che si mescolava a una pressione piena, ma il corpo di Alex
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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